La legge dello spettacolo in quattro parole!

16/11/2017



E’ notizia ormai assodata - che anche noi di Scenico.it abbiamo prontamente rilanciato - che l’8 novembre 2017 è stata approvata alla Camera “La legge delega di riordino del settore dello Spettacolo”.

Nei giornali abbiamo letto della soddisfazione del Ministro della Cultura Dario Franceschini, soddisfatte a quanto pare la quasi totalità delle forze politiche (ricordiamo che la legge è passata con 265 sì e soli 13 no) e soddisfatti, almeno raccogliendo i primi commenti a caldo, un po’ tutti coloro che gravitano nel settore.

Evviva, tutti felici e contenti. Ma quali sono gli aspetti sui quali dovremmo concentrarci e quali sono, realmente, i numeri in ballo? Premesso che il consiglio è certamente di andarsi a leggere bene il testo integrale o comunque ricercare in rete una semplificazione completa e “fruibile” della legge, per darvi una mano, abbiamo provato noi con un  semplice riassuntivo ad inquadrare la questione.

In ottica “semplicità” e “semplificazione” - che peraltro sono due parole che appartengono al DNA di Scenico.it - si comincia con l’osservare quali budget saranno allocati per i prossimi anni al famoso FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo). Sulla carta il dato è confortante dato che la riforma prevede un incremento sensibile rispetto agli anni passati, con un budget pari a +9.5 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019 e a +22.5 milioni di euro a decorrere dal 2020.

Altra cosa a nostro avviso importante è l’estensione dell'Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo così che anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione potranno avvalersi del credito d'imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione.

Altre manovre poi riguarderanno l’autorizzazione della spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia, l’aggiornamento delle norme sulle Fondazioni lirico sinfoniche, la stabilizzazione del Tax credit musica, un beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo al fine di promuovere artisti emergenti.

Un’altro aspetto certamente interessante è il graduale superamento dell’utilizzo di animali nelle attività circensi, una notizia che farà felici i tanti animalisti convinti.

Nasce poi il Consiglio Superiore dello Spettacolo, un organismo consultivo del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (che sostituisce la Consulta per lo spettacolo) e che si occuperà sostanzialmente di elaborare ed attuare le politiche del settore e individuare e suggerire la destinazione delle risorse pubbliche destinate ai vari settore ed alle varie attività…

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Foto per gentile concessione di Pietro Stilli e Serena Del Soldato

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